Un Netizen racconta storie di cyberspazio

Al giorno d'oggi, un cittadino della Rete completamente cablato non ha mai bisogno di mettere piede in un negozio di alimentari, in una banca, in una libreria, in un ufficio postale o in un bar. Semplificherebbe le cose se tutte le convenzioni sociali e legali di queste vecchie istituzioni offline potessero essere importate senza problemi in quelle nuove online, ma come con le più importanti transizioni tecnologiche, non è così facile. Ora, da un giornalista che partecipa anche alla rivoluzione online, arriva uno dei primi servizi completi sugli sconvolgimenti in corso nel cyberspazio.





Wendy M. Grossman è un'americana che scrive da Londra per pubblicazioni come New Scientist e modera anche un forum Compuserve per giornalisti britannici. net.wars racconta l'evoluzione di Internet dal 1995 al 1997, un periodo segnato da feroci dispute sui confini, come le definisce Grossman, su questioni come crittografia e privacy, sesso e sessismo, copyright e censura.

Aziende che ascoltano la loro voce interiore

Questa storia faceva parte del nostro numero di maggio 1998

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Grossman dichiara in anticipo di essere lei stessa una Netizen troppo meticolosa per essere una narratrice oggettiva, ma l'abilità culturale e tecnica che apporta alle sue storie è di gran lunga preferibile all'ingenuità dei non iniziati. Ammette anche di amare il fatto che in quest'epoca di garbata correttezza politica ci sia un posto nel mondo in cui le persone si sentono libere di dire la propria, anche in modo offensivo, e teme che una regolamentazione governativa troppo frettolosa minacci di minare questa libertà. Ma un giornalista può essere perdonato per aver sostenuto la libertà di parola.



In un capitolo rappresentativo, Grossman riferisce sulla crociata della Chiesa di Scientology, in nome della protezione del copyright, per sedare le critiche alla sua teologia su Internet. Nel 1995 la chiesa ha citato in giudizio un critico per aver distribuito documenti su dottrine avanzate della chiesa tramite il controverso newsgroup Usenet alt.religion.scientology. La chiesa ha affermato che i documenti contenevano segreti commerciali, e non solo ha tentato di far spogliare l'account Internet del critico, ma ha anche cercato di far bandire il newsgroup stesso da tutti i computer Internet, sforzi che sono riusciti solo ad amplificare il dibattito online e la diffusione dei documenti. Nella resa percettiva di Grossman, il racconto contiene due lezioni contrastanti, una sulla nuova vulnerabilità della proprietà intellettuale alla distribuzione non autorizzata tramite la Rete, l'altra sulla nuova capacità degli individui di esporre informazioni private che potrebbero essere di interesse pubblico.

Grossman scrive in modo semplice ma divertente, fornendo un piacevole antidoto alla retorica mozzafiato che si trova in molti libri e riviste dedicati alla cultura informatica. Ma ciò che lega il libro è la dimostrazione di Grossman che le controversie sui confini hanno più a che fare con il potere che con la decenza o l'etichetta. La Rete offre a tutti i suoi utenti un potere di comunicazione notevolmente maggiore. Quanto di questo potere, si chiede, sarà consentito agli utenti medi di mantenere?

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