Ossigeno marziano

Ad aprile, grazie a uno strumento progettato dal MIT, il rover Mars Perseverance della NASA ha raggiunto un traguardo straordinario: ha generato il primo ossigeno respirabile su un altro pianeta.





L'atmosfera marziana contiene circa il 95% di anidride carbonica, ma MOXIE (Mars Oxygen In-situ Resource Utilization Experiment), un piccolo dispositivo a forma di scatola a bordo, lo ha convertito in ossigeno attraverso una tecnica chiamata elettrolisi di ossido solido.

MOXIE in fase di installazione in Perserverence

I tecnici del Jet Propulsion Laboratory della NASA abbassano MOXIE nel rover Perseverance.

NASA/JPL-CALTECH

Per prima cosa l'anidride carbonica marziana è stata compressa e filtrata per rimuovere eventuali contaminanti. Successivamente è stato riscaldato e separato in ossigeno e monossido di carbonio. L'ossigeno è stato isolato in una camera separata, dove gli ioni si sono fusi in ossigeno gassoso e il monossido di carbonio è stato rilasciato nell'atmosfera. Il test ha prodotto 5,4 grammi di ossigeno in un'ora e risultati preliminari ha suggerito che fosse quasi puro al 100%.



La prima esecuzione di MOXIE è un passo nella giusta direzione per avvicinarci alla possibilità di missioni umane su Marte, afferma Jeffrey Hoffman, professore di pratica presso il Dipartimento di Aeronautica e Astronautica, vice ricercatore principale del progetto. L'ossigeno sarà cruciale non solo per la respirazione, ma come componente del carburante per razzi: secondo il ricercatore principale Michael Hecht, SM '78, del MIT Haystack Observatory, il lancio di quattro astronauti dalla superficie marziana richiederebbe probabilmente 25 tonnellate di esso.

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